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I princípi alla base del nostro operare

Alla base delle proprie attività il Gruppo Enel dispone di un solido sistema etico. Tale sistema è un insieme di regole dinamico e costantemente orientato a recepire le migliori pratiche a livello internazionale che tutte le persone che lavorano in Enel o per Enel devono rispettare e applicare nella loro attività quotidiana.

Codice Etico

Nel 2002 Enel ha adottato il Codice Etico, espressione degli impegni e delle responsabilità etiche nella conduzione degli affari e delle attività aziendali. Tale Codice è valido sia in Italia sia all’estero, pur in considerazione della diversità culturale, sociale ed economica dei vari Paesi in cui Enel opera.

Policy sui Diritti Umani

Ai fini di dare applicazione alle linee guida delle Nazioni Unite su Business e Diritti Umani, Enel ha approvato, dal 2013, la Policy sui Diritti Umani, che esprime gli impegni e le responsabilità in materia, assunti dai collaboratori di Enel SpA e delle società da essa controllate, e ne promuove il rispetto da parte di appaltatori, fornitori e partner commerciali nell’ambito dei suoi rapporti d’affari.

Piano Tolleranza Zero alla Corruzione

Il Piano, adottato nel 2006, conferma l’impegno del Gruppo ad assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali. Tutte le strutture organizzative sono responsabili, per le parti di propria competenza, di un efficace processo di gestione del rischio attraverso la predisposizione di adeguati sistemi di controllo e di monitoraggio.

A partire da gennaio 2016, è possibile utilizzare un nuovo canale di comunicazione via web, unico a livello di Gruppo, per segnalare ogni violazione o sospetto di violazione dei programmi di compliance adottati dal Gruppo o dalle singole società, quali: il Codice Etico, la Policy sui Diritti Umani, il Piano di Tolleranza Zero alla Corruzione, l’Enel Global Compliance Program, il Modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs. 231/01 e gli altri modelli di compliance nazionali eventualmente adottati dalle società del Gruppo in conformità alla normativa locale (www.enel.ethicspoint.com).

85Segnalazioni ricevute nel 2016
51Segnalazioni anonime
18Violazioni del Codice Etico

Nel corso delle analisi volte ad accertare possibili violazioni al Codice Etico, non sono emersi fatti o eventi lesivi dei diritti dell’infanzia, mentre in 4 casi le violazioni hanno riguardato tematiche relative alle “pratiche di lavoro”: 2 casi riferiti a condotte discriminatorie/mobbing e 2 afferenti al clima aziendale. Per ogni violazione accertata, Enel ha definito specifici piani di azione.

Enel Global Compliance Program

L’ "Enel Global Compliance Program", rivolto alle società estere del Gruppo, integra, ove esistenti, i compliance program (modelli di prevenzione dei rischi) eventualmente adottati dalle medesime società in conformità alla normativa locale. Tale documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Enel SpA nel settembre 2016, è ispirato al principale quadro normativo internazionale in materia e si qualifica come uno strumento di governance volto a rafforzare l’impegno etico e professionale del Gruppo a prevenire il commettere all’estero illeciti da cui possa derivare responsabilità penale d’impresa e i connessi rischi reputazionali. La tipologia di fattispecie trattate nell’Enel Global Compliance Program – cui si associa la previsione di standard comportamentali e di aree da monitorare in funzione preventiva – si basa su condotte illecite generalmente considerate tali nella maggior parte dei Paesi quali per esempio i reati di corruzione, delitti contro la Pubblica Amministrazione, falso in bilancio, riciclaggio, reati commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, reati ambientali, ecc.

Modello organizzativo e gestionale (ex D.Lgs. 231/01)

Il D.Lgs. 231/01 ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa (ma di fatto penale) a carico delle società, per alcune tipologie di reati commessi dai relativi amministratori, dirigenti o dipendenti nell’interesse o a vantaggio delle società stesse. Enel, per prima in Italia, si è dotata di un Modello organizzativo e gestionale rispondente ai requisiti del D.Lgs. 231/01 (Modello 231) già nel 2002. Enel SpA ha avviato nel corso del 2015 e proseguito nel 2016 un’attività di revisione del proprio Modello 231 allo scopo di tener conto dell’aggiornamento normativo, che ha comportato un ampliamento del perimetro dei reati presupposto considerati rilevanti ex D.Lgs. 231/01, nonché di allinearlo alla vigente struttura organizzativa. In particolare, si è proceduto alla revisione della Parte Generale del Modello 231 e all’aggiornamento delle Parti Speciali “G” (Reati di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio), “H” (Reati informatici e trattamento illecito di dati) e “L” (Reati ambientali).

Impegno di Enel sui diritti umani

Enel è consapevole del fatto che un’azienda è responsabile del rispetto dei diritti umani non solo nelle azioni che la coinvolgono direttamente, ma, più in generale, anche indirettamente nel contesto in cui opera. Come richiesto dalle linee guida e sulla base dei princípi della policy, prosegue il progetto di Human Rights Compliance Assessment (HRCA) nei diversi Paesi, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro multifunzionali e multipaesi che permettono di definire politiche globali e declinarle tenendo in considerazione le specificità locali. Nell’ambito delle attività di definizione delle priorità di azione del Gruppo (si veda “Analisi delle priorità”) viene richiesta l’opinione dei diversi stakeholder in materia di diritti umani nei suoi diversi aspetti. In generale, la policy di Enel si concentra su due aree fondamentali: le pratiche di lavoro e i rapporti con le comunità.

Il nuovo processo di due diligence

Enel, nel corso del 2016, ha ripensato il proprio processo di due diligence per allinearlo alle migliori pratiche internazionali, focalizzando preliminarmente l’analisi sulla valutazione del rischio percepito dei diritti umani nei diversi territori in cui il gruppo opera. In particolare il processo prevede 5 fasi:

  1. valutazione del rischio Paese sui diritti del lavoro;
  2. valutazione del rischio Paese sui diritti della comunità e dell’ambiente;
  3. valutazione degli impatti;
  4. sviluppo di un piano di azione;
  5. monitoraggio del piano e rimedi. 

Nel corso del 2016, Enel, ha disegnato il suddetto processo attraverso il coinvolgimento di rappresentanti dei diversi Paesi del Gruppo, definito il questionario di valutazione del rischio Paese sui diritti del lavoro e avviato due progetti pilota paralleli nell’area dell’America Latina per verificarne il funzionamento.

La valutazione del rischio Paese sui diritti del lavoro

Sulla base della dichiarazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sui princípi e i diritti fondamentali nel lavoro, e, in linea con indicazioni dell’UNICEF e delle recenti proposte normative in materia (come per esempio il Modern Slavery Act del 2015), è stato strutturato un questionario di valutazione del rischio Paese legato ai diritti del lavoro e in particolare: libertà di associazione, lavoro minorile, lavoro forzato, diversità e inclusione. Il questionario è stato sottoposto, sia attraverso interviste sul territorio sia con una inchiesta online, a diverse categorie di stakeholder (comunità, istituzioni, clienti, ecc.), definite coerentemente con quanto previsto dall’analisi delle priorità, e ha riguardato 5 Paesi: Argentina, Brasile, Cile, Colombia e Perù. La valutazione del rischio percepito si è basata sia sulla gravità del tema sia sulla probabilità di una effettiva violazione. La combinazione delle sue componenti permette di identificare il Risk Prioritization Number - RPN (Numero di prioritizzazione del rischio), secondo la matrice di seguito riportata.

Dall’analisi dei risultati è emerso che la percezione dei rischi legati ai diritti del lavoro nell’area dell’America Latina, pur tenendo in considerazione le dovute differenze territoriali, è tendenzialmente medio-bassa.
Per ciascuna tematica e per ciascun Paese sono state individuate le aree da monitorare per garantirne un presidio costante.

Percezione dei rischi legati ai diritti del lavoro nell’area dell’America Latina

Gruppi di lavoro sui diritti umani

Nel corso del 2016 sono proseguite le attività dei gruppi di lavoro interni a presidio dei diritti umani, come le attività in materia di diversità e inclusione e quelle relative al processo di acquisto (si vedano i capitoli dedicati alle nostre persone e alla catena di fornitura sostenibile), a conferma della volontà di Enel di avere un approccio preventivo e non reattivo a tali temi. Nel 2016 è proseguita, inoltre, la partecipazione di Enel all’iniziativa (UNICEF Business Lab) lanciata da UNICEF Italia: una piattaforma che coinvolge le istituzioni, le imprese, il mondo accademico, quello dei media e i principali stakeholder dell’economia italiana sui temi dell’impresa e dei diritti umani, dei bambini e degli adolescenti.