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L’impegno di Enel

Capacità installata netta

A fine dicembre 2016 la capacità installata netta di Gruppo è pari a circa 83 GW. La nuova capacità installata da fonte rinnovabile nel 2016 è stata di circa 2 GW, prevalentemente negli Stati Uniti, in America Latina e in Sudafrica. Oggi il Gruppo può quindi contare, in tutto il mondo, su impianti alimentati da fonti rinnovabili per circa 36 GW di potenza efficiente netta, che costituiscono il 43% della potenza complessiva del parco di generazione di energia elettrica del Gruppo.

L’uscita dal perimetro di consolidamento a luglio 2016 di Slovenské elektrárne ha comportato una diminuzione della capacità installata di impianti termoelettrici e nucleari pari a circa 2,4 GW e l’uscita di circa 1,6 GW di capacità installata dal settore idroelettrico. Per favorire la crescita è stato avviato un nuovo modello di sviluppo denominato “BSO” (Build, Sell and Operate), a minore intensità di capitale e destinato ad accelerare ulteriormente lo sviluppo dell’ampio portafoglio di progetti di Enel nelle fonti rinnovabili a livello globale. La riduzione della potenza efficiente netta installata sugli impianti eolici e geotermici negli Stati Uniti e in Canada (circa 1 GW) è, per esempio, riconducibile al deconsolidamento di alcuni impianti.

Produzione

Il 46% della produzione di energia elettrica nel 2016 è a emissioni zero.
L’energia netta prodotta da Enel nel 2016, pari a 262 TWh, ha registrato un decremento di 22,2 TWh rispetto al valore del 2015 (-7,8%), dovuto alla minore quantità generata in Italia (-7,6 TWh) e all’estero (-14,6 TWh). In particolare, la riduzione dell’energia prodotta in Italia è principalmente imputabile al calo della domanda, alla minore idraulicità e alla maggiore indisponibilità di alcuni impianti termoelettrici per interventi manutentivi. All’estero la riduzione risente del deconsolidamento a partire da fine luglio di Slovenské elektrárne, delle condizioni di siccità in America Latina per effetto del fenomeno “El Niño”, nonché delle maggiori quantità di energia importata in Spagna. Per quanto riguarda il mix produttivo, la variazione è da addebitare principalmente alla minore produzione da carbone (-13,3 TWh), da fonte nucleare (-6,4 TWh) e da fonte idroelettrica (-5,9 TWh); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla maggiore generazione da fonte eolica (+2,1 TWh) e solare (+0,5 TWh).

Il parco impianti in essere ha permesso di produrre complessivamente circa 86 TWh da fonti rinnovabili nel corso del 2016 (che rappresenta il 33% dell’energia netta prodotta da Enel nel 2016, 31% nel 2015), evitando l’immissione in atmosfera di circa 56 milioni di tonnellate di CO2. Il parco nucleare ha permesso di evitare ulteriori 28 milioni di tonnellate di CO2.

Emissioni specifiche di CO2

Le emissioni specifiche di CO2 sono state pari a 395 g/kWheq nel 2016, con una diminuzione rispetto al dato 2015 di oltre il 3%, dovuta principalmente alla riduzione della produzione termoelettrica da carbone in Italia e Spagna. Rispetto al 2007, anno di base per la definizione del target Enel di riduzione al 2020 delle emissioni specifiche di CO2, questo valore è diminuito del 15%. Rispetto al 1990, anno di riferimento base del Protocollo di Kyoto, le emissioni specifiche di CO2 (ovvero quelle relative alla produzione del singolo kWh) del Gruppo Enel sono diminuite del 36%.

Nel corso degli anni è stato alzato il target di riduzione delle emissioni specifiche di CO2 al 2020 (rispetto ai valori del 2007), passando dal -18% al -25%, prefiggendosi di produrre, per quella data, un’emissione specifica inferiore a 350 g CO2/kWheq.

Emissioni specifiche di CO2, target e performance di riduzione (gCO2/kWheq)

Il raggiungimento di tale obiettivo è sostenuto da una strategia che, con riferimento al medio termine e in linea con il Piano Strategico e Industriale del Gruppo per il 2017-2019, prevede spese di investimenti di crescita nel settore delle rinnovabili pari a 5,2 miliardi di euro e l’installazione di 6,7 GW di capacità rinnovabile addizionale (incluso BSO) con un conseguente aumento della produzione a emissioni zero al 56% rispetto all’attuale 46%.

Il target 2020 è stato anche riconosciuto come “science-based”, cioè in linea per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

“Science-based target” è un’iniziativa di CDP, UN Global Compact (UN-GC), World Resources Institute (WRI) e WWF per stimolare le aziende a definire target di riduzione delle emissioni di gas serra coerenti con le richieste della scienza di
contenere l’aumento di temperatura media globale a 2 °C entro fine secolo rispetto ai livelli pre-industriali. I target delle emissioni delle aziende sono valutati rispetto a una traiettoria di decarbonizzazione basata sugli scenari dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) e dell’International Panel on Climate Change istituito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Gli scenari definiscono 14 traiettorie di decarbonizzazione da applicare ai principali settori dell’economia, tra cui la produzione di energia elettrica. A seguito di un processo di revisione dei dati e della strategia di riduzione delle emissioni, il target Enel al 2020, relativo alle emissioni di CO2 Scope 1, è risultato al di sotto della traiettoria indicata alle aziende produttrici di energia elettrica e di conseguenza è stato approvato come “science-based”. Il target comprende le operazioni di dismissione di 13 GW di capacità installata da fonti fossili in Italia e rappresenta un obiettivo di medio termine rispetto all’obiettivo di lungo termine di decarbonizzare la generazione di energia al 2050.

Un importante riconoscimento della strategia di Enel nella lotta ai cambiamenti climatici e verso un’economia a basse emissioni di CO2 è stato l’ingresso nella “A-list” del CDP.

Enel è stata ammessa nell’A-list del CDP

Nel 2016 Enel è stata ammessa nell’A-list del CDP, l’indice più utilizzato dalla finanza sostenibile per orientare gli investitori verso le aziende con maggiore consapevolezza sui temi del cambiamento climatico. L’A-list dell’indice CDP comprende quelle aziende che, tra circa 2mila partecipanti a livello mondiale, si distinguono per l’efficacia della propria strategia nel cogliere le opportunità e gestire i rischi dei cambiamenti climatici. Il punteggio alla base dell’ammissione nell’indice tiene inoltre conto della completezza e della trasparenza delle informazioni fornite relative alle emissioni di gas serra. Quest’anno l’ingresso nella A-list ha premiato, in particolare, le aziende come Enel vincolate a obiettivi di riduzione dei gas serra compatibili con i livelli indicati dalla scienza, cosiddetti “science-based”

Da alcuni anni Enel è anche attiva nel settore del mercato volontario delle riduzioni di emissione, diretto a soggetti (società, istituzioni, clienti finali, ecc.) che intendono monitorare o neutralizzare la propria carbon footprint, ossia l’impatto in termini emissivi delle proprie attività (eventi, pubblicazioni, prodotti e servizi, sia interni sia esterni).

SDG di riferimento: 
Principali azioniTarget
Sviluppo di capacità rinnovabile~+8 GW di capacità rinnovabile addizionale nel periodo 2017-2019
Riduzione della capacità termoelettrica~10,3 GW nel periodo 2017-2019
Riduzione delle emissioni specifiche di CO2<350 gCO2/kWheq al 2020 (-25% rispetto all’anno base 2007)
Ambientalizzazione* di impianti selezionati~500 milioni di euro di investimenti nel periodo 2017-2020
Piano di Sostenibilità 2017-2019