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Rischi e opportunità

La crescente attenzione internazionale sul cambiamento climatico rende necessario aumentare il livello di consapevolezza sui principali rischi e sulle opportunità che ne derivano con particolare riferimento alla transizione energetica. La lotta al cambiamento climatico è uno degli elementi che guida la strategia di Enel che punta alla totale decarbonizzazione della generazione al 2050, in linea con gli science-based target.
Enel ha avviato un progetto innovativo e ambizioso per analizzare le tematiche legate alla resilienza e all’adattamento al cambiamento climatico. In particolare i principali obiettivi riguarderanno: la definizione degli scenari climatici di riferimento, la mappatura dei rischi e delle opportunità legate al cambiamento climatico e le relative valutazioni. Si tratta di un progetto che coinvolgerà tutte le aree di business del Gruppo nei principali Paesi di presenza. Tale iniziativa anticipa quanto la task force del Financial Stability Board (TCFD – Task Force on Climate-related Financial Disclosure), struttura internazionale che si occupa di contenere e proteggere i mercati finanziari dai rischi sistemici, si appresta a rilasciare nelle sue raccomandazioni sui rischi legati al clima.
Un documento declinato in quattro aree quali la governance, la strategia, il risk management e le misurazioni degli obiettivi, e che sarà preso a riferimento da investitori istituzionali impegnati sul fronte del cambiamento climatico. Il cambiamento climatico comporta rischi sia di natura operativa sia di natura regolatoria. L’incertezza del quadro politico aumenta il rischio legato all’instabilità regolatoria, riaprendo il dibattito sull’introduzione di strumenti di policy alternativi e meno efficienti (per esempio, carbon tax europea e standard sulle emissioni di CO2).

Ambito regolatorio

Sul piano europeo, per assicurare una piena gestione del rischio regolatorio, Enel ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno a supporto della credibilità ed efficacia dello schema di Emissions Trading (ETS).

Il sistema di Emissions Trading (ETS)

Il sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions Trading Scheme – EU-ETS) è il principale strumento adottato dall’Unione europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori, ovvero i settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni. È un sistema “cap&trade” perché fissa un tetto massimo (“cap”) al livello totale delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati dal sistema, ma consente ai partecipanti di acquistare e vendere sul mercato (“trade”) diritti di emissione di CO2 (“quote”)
secondo le loro necessità, all’interno del limite stabilito. Enel riconosce il ruolo del sistema ETS (Emissions Trading System) nel fornire un segnale di prezzo associato all’emissione di CO2 e ritiene che il meccanismo del “cap&trade” sia il più efficiente per la riduzione delle emissioni, specialmente nelle economie industrializzate: la definizione di un target in valore assoluto garantisce l’efficacia del raggiungimento dell’obiettivo ambientale, mentre il segnale di prezzo fissato dal mercato assicura l’efficienza economica e la minimizzazione dei costi. La strategia di Enel è in linea con quanto previsto dallo schema ETS. La gestione dinamica del portfolio crediti permette di minimizzare i costi di approvvigionamento quote e assicura la copertura del rischio di volatilità del mercato del carbonio. Le attività di advocacy e di engagement con gli stakeholder istituzionali, le associazioni di categoria, le organizzazioni non governative e le università, svolte attraverso la Funzione Affari Europei e le Funzioni istituzionali dei diversi Paesi, permettono di promuovere la strategia del Gruppo verso obiettivi climatici ambiziosi.

Ambito operativo

Oltre al progetto sopra menzionato, sul fronte dell’adattamento Enel ha avviato una mappatura dei rischi ambientali che include i rischi associati al cambiamento climatico mediante la ponderazione della vulnerabilità dei siti produttivi. Un progetto pilota di valutazione della vulnerabilità è stato condotto nei siti in Iberia e in America Latina per identificare e dare priorità agli eventi climatici che possono impattare sull’operatività del servizio. Il progetto ha inizialmente valutato, sulla base di una metodologia UNFCCC, i fenomeni naturali, come per esempio gli uragani, che possono costituire una minaccia per l’asset del Gruppo valutandone il potenziale rischio associato e in seguito la capacità di adattamento degli impianti nell’affrontare gli impatti dei fenomeni analizzati. Per minimizzare questi rischi sul lungo periodo Enel ha accelerato il proprio percorso di decarbonizzazione sviluppando nuove opportunità di business nel campo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle nuove tecnologie digitali nel mercato degli usi finali. Tra le principali opportunità: la digitalizzazione delle reti, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi di efficienza energetica per il consumatore e la promozione del vettore elettrico nei settori del trasporto e del residenziale.

Carbon pricing

Il processo di pianificazione strategica e industriale valuta l’impatto del carbon price sulla gestione operativa e sulle decisioni di investimento di breve, medio e lungo termine. La decarbonizzazione è uno dei quattro pilastri strategici ESG (Environmental, Social and Governance) e di conseguenza le scelte di investimento in nuova capacità sono automaticamente in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2 °C. A questo proposito, la strategia di Enel si focalizza da una parte su un incremento della capacità rinnovabile e dall’altra sulla graduale e selettiva riduzione degli impianti termoelettrici presenti nei diversi Paesi. Per esempio, in Italia, il Progetto Futur-e ha lo scopo di guidare questa transizione con il più ampio coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
Con riferimento all’orizzonte di medio periodo, il Piano Strategico e Industriale del Gruppo per il 2017-2019 prevede investimenti di crescita nel settore delle rinnovabili, pari a 5,2 miliardi di euro e un’ulteriore crescita nelle rinnovabili attraverso lo sviluppo del modello “Build, Sell and Operate” (BSO). La nuova capacità rinnovabile del Gruppo a livello mondiale sarà pari a 6,7 GW entro il 2019 includendo sia la crescita organica (3,5 GW) sia il modello BSO (3,2 GW).
Per quanto riguarda il breve termine il prezzo di riferimento interno della CO2 è fissato nel range di 7-13 €/t, in coerenza con quanto raccomandato a livello internazionale e con gli orientamenti in materia di ETS. Le prospettive a breve termine riflettono gli scenari regolatori e le aspettative del mercato e permettono di valutare l’impatto del prezzo della CO2 sull’attività operativa di Enel.

Il Progetto Futur-e

Futur-e rappresenta un esempio unico al mondo, in cui una società si pone alla guida di un processo di riqualificazione di siti industriali dismessi, diversi per taglia e contesto in cui si trovano, facendone un’occasione di sviluppo per il territorio e per il sistema Paese. Futur-e mira a trasformare 23 centrali italiane, in un’ottica di circular economy, in luoghi ecosostenibili dedicati a scienza, arte, cultura o turismo, nuove attività industriali. Si tratta di impianti per complessivi 13 GW che utilizzavano fonti non rinnovabili, basati su una tecnologia ormai obsoleta e non efficiente, e pertanto non più competitivi su un mercato dell’energia in cui la generazione da grandi impianti sta lasciando il passo a una produzione sempre più distribuita attraverso fonti rinnovabili.
Per Enel è un’opportunità per la crescita del Gruppo e un potenziale elemento di innovazione per l’intero Paese. Il Programma Futur-e ha infatti l’obiettivo di trovare le soluzioni più innovative e sostenibili per il decomissioning di queste centrali e al tempo stesso di rafforzare le relazioni tra l’Azienda e le comunità. L’approccio “Shared Value” utilizzato, basato sull’analisi approfondita del contesto e sul coinvolgimento diretto e proattivo delle comunità locali, è la chiave dell’iniziativa. Il dialogo intrapreso con comunità e istituzioni locali per trasformare gli impianti coinvolti si esprime in molte forme: concorsi, laboratori di idee, tavoli di lavoro.
Nel corso del 2016 Enel ha lanciato il concorso a progetti per le ex centrali di Rossano, Montalto di Castro, Porto Tolle, Trino. Prima di ciascun concorso, un’indagine personalizzata di volta in volta al territorio in esame permette di conoscere i bisogni locali e le relative aspettative. I risultati dell’analisi sono fondamentali per sviluppare un piano di stakeholder management ed engagement, come anche nella fase di selezione delle migliori soluzioni di riutilizzo dei siti.
Nel caso di Porto Tolle, per esempio, lo studio approfondito del contesto e l’analisi di materialità sono stati condotti attraverso diversi canali, tra cui interviste alla popolazione per sondare le idee sul futuro riutilizzo della centrale, e una serie di incontri con associazioni di categoria oltre al coinvolgimento diretto delle istituzioni locali nelle valutazione dei progetti. A valutare l’idoneità delle proposte c’è infatti una commissione composta da rappresentanti di Comune e Regione, Università di Padova, Politecnico di Milano ed Enel. I criteri di selezione dei progetti sono: qualità tecnico-economica, grado di innovazione e sostenibilità ambientale, economica e sociale, con particolare attenzione alla salvaguardia dei livelli di occupazione e del miglior riutilizzo possibile. L’elemento comune dei progetti presentati è la volontà di valorizzare l’area e parte delle strutture già esistenti vestendole di funzioni completamente nuove all’insegna della sostenibilità. Il futuro del sito della centrale potrà quindi svilupparsi in settori come turismo, agroalimentare, ittico, con idee volte a creare valore per il territorio che ospita l’impianto. Per gli impianti di Montalto di Castro, Rossano e Trino le attività di stakeholder engagement hanno coinvolto le realtà industriali locali e istituzioni internazionali, universitarie e scolastiche nella valutazione dei progetti selezionati e nel promuoverne la diffusione. Nel corso del 2016, oltre 8.400 stakeholder sono stati coinvolti a livello nazionale e territoriale.
Inoltre, è stato sviluppato un website dedicato, www.futur-e.it, per dare massima trasparenza a tutte le informazioni riguardanti il programma, promosso come esempio di economia circolare. Nel corso dell’anno inoltre è stata definita la riqualificazione dell’ex centrale di Carpi, destinata trasformarsi in centro logistico Enel.

SDG di riferimento: 
Principali azioniTarget
Sviluppo di capacità rinnovabile~+8 GW di capacità rinnovabile addizionale nel periodo 2017-2019
Riduzione della capacità termoelettrica~10,3 GW nel periodo 2017-2019
Riduzione delle emissioni specifiche di CO2<350 gCO2/kWheq al 2020 (-25% rispetto all’anno base 2007)
Ambientalizzazione* di impianti selezionati~500 milioni di euro di investimenti nel periodo 2017-2020
Piano di Sostenibilità 2017-2019