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Principali progetti in corso e la gestione del ricollocamento

Il Piano Strategico 2017-2019 di Enel si focalizza sempre più su una crescita delle rinnovabili, abbandonando gli investimenti in impianti a carbone e la costruzione di grandi progetti infrastrutturali con elevato impatto ambientale. Tale strategia consente al Gruppo una maggiore flessibilità e una riduzione dei rischi oltre alla minimizzazione degli impatti su ecosistema e territorio. Ogni progetto infrastrutturale si confronta con la valutazione da parte delle comunità di riferimento; in alcuni casi, vi sono critiche o non è totalmente condiviso. Talvolta, a fronte di un largo consenso da parte delle comunità e delle istituzioni locali, si riscontrano opposizioni di alcuni movimenti della società civile o di associazioni ambientaliste. Il coinvolgimento delle parti interessate nei processi di pianificazione e nello sviluppo dell’infrastruttura è un elemento fondamentale. In alcuni casi la costruzione di nuovi impianti può comportare il ricollocamento di una parte della popolazione residente nelle aree circostanti. La gestione del ricollocamento non può prescindere dal coinvolgimento delle popolazioni e delle persone interessate e da un’attenta valutazione delle problematiche psicologiche e sociali prevedibili a livello individuale e collettivo. L’approccio alla scelta dei siti potenziali è quello di minimizzare, per quanto possibile, le necessità di ricollocamento della popolazione. Durante la fase di definizione dei siti potenziali per lo sviluppo di progetti energetici vengono condotti specifici studi che includono aspetti di carattere economico, politico, culturale e socio-demografico, tra cui l’analisi della vita quotidiana delle comunità che vivono nella zona di influenza, la distribuzione della popolazione, le forme organizzative, i livelli di occupazione e di retribuzione. Nei casi in cui l’opzione del ricollocamento venga confermata, il progetto si sviluppa nel rispetto della legislazione vigente nel Paese interessato, incluse le eventuali normative locali che specificano le condizioni per il ricollocamento e le modalità di calcolo del relativo risarcimento. La sensibilità di Enel in questa tematica trova riscontro anche nella Politica sui Diritti Umani approvata nel 2013 dal Consiglio di Amministrazione. Si riportano di seguito i casi più significativi in corso, gli impatti positivi e/o negativi (effettivi o ‘temuti’) sul territorio e il modo in cui le società del Gruppo interessate stanno promuovendo un dialogo proattivo per giungere a soluzioni condivise, relativi a impianti realizzati in passato che presentano aree residue di criticità.

CileCentrali idroelettriche dell’Alto Bío Bío (Ralco, Pangue y Palmucho)

Endesa Chile (oggi Enel Generación Chile), gestisce 3 centrali idroelettriche nella zona dell’Alto Bío Bío, un’area che si caratterizza per la presenza storica di popolazioni indigene Pehuenche. Numericamente, la popolazione Pehuenche nell’area di influenza degli impianti, con 12 comunità, composte da più di 1.500 famiglie, conta complessivamente circa 7mila persone. Durante il 2016 la relazione con queste comunità è stata principalmente focalizzata in due tavoli di negoziazione con i rappresentanti delle famiglie che rivendicano l’impatto del “Sitio 53” e altri tavoli di lavoro dedicati alla programmazione di iniziative per lo sviluppo locale. Le comunità coinvolte in queste attività sono state Pitril, Callaqui, El Avellano, Aukiñ Wallmapu, Quepuca Ralco, Ralco Lepoy, El Barco, Ayin Mapu. I tavoli di negoziazione sono stati condotti secondo princípi di trasparenza e accesso alle informazioni. La negoziazione, a dicembre 2016, era ancora in corso con una buona disposizione delle parti a trovare una soluzione. Questi momenti di dialogo hanno visto la partecipazione attiva dei dirigenti designati dalle comunità e del gruppo di Enel Generación Chile che opera sul territorio e che comprende persone dell’area di sostenibilità e persone dell’area di operazione.
Tra i programmi di sviluppo emersi dal confronto con queste comunità possiamo evidenziare l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. In particolare la produzione, trasformazione e vendita di prodotti locali come ciliegie, marmellate, nocciole e loro derivati. L’attività, basata sul trasferimento di strumenti cognitivi e tecnologici, ha coinvolto 27 persone nella sua prima fase di sperimentazione. Il progetto è stato condotto in collaborazione con il Centro di Sviluppo Tecnologico Agroindustriale dell’Università di Concepción.

Oltre alle comunità indigene, l’azienda mantiene relazioni costanti anche con il Municipio dell’Alto Bío Bío. Uno dei principali risultati raggiunti nel 2016 è stata la stipula dell’accordo di lungo termine con la Municipalità dell’Alto Bío Bío con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo educativo, culturale, sociale ed economico della zona. Un accordo che sarà in vigore fino al 2022 e di cui beneficeranno tutte le famiglie della zona, incluse le 4 comunità dell’area del Queco che non sono incluse nel perimetro di riferimento. Nell’ambito di tale accordo, Enel Generación Chile ha finanziato la costruzione della condotta APR Ralco al fine di assicurare la fornitura continua di acqua per la comunità di Callaqui Bajo e apportato fondi per la realizzazione del progetto di acqua potabile, di cui beneficeranno direttamente 116 famiglie.

Altri progetti hanno riguardato:

  • la normalizzazione del sistema di acqua potabile e della rete fognaria del giardino infantile Chenqueco, di cui hanno beneficiato 10 bambini della comunità Ralco Lepoy con un investimento di 25 milioni di pesos cileni (pari a circa 35mila euro);
  • la manutenzione dei pannelli fotovoltaici che forniscono energia alle abitazioni dell’Alto Bío Bío, con un investimento di 15 milioni di pesos cileni (pari a circa 21mila euro);
  • il supporto al Piano di Emergenza comunale dell’Alto Bío Bío, compreso l’acquisto di materie prime e la formazione con un investimento di circa 15 milioni di pesos cileni (pari a circa 21mila euro);
  • l’acquisto di macchinari agricoli per le comunità di Ayin Mapu e Aukiñ Wallmapu, con un investimento di 15 milioni di pesos cileni (pari a circa 21mila euro).

Progettazione delle future abitazioni della comunità di Ayin Mapu
Nel 2016 Enel Generación Chile ha definito un programma per il miglioramento delle abitazioni delle famiglie della comunità di Ayin Mapu, a Santa Bárbara, che furono ricollocate nell’anno 2000 a seguito della costruzione della centrale di Ralco. Un programma che si svolge nell’ambito della licenza ambientale (Resolución de Calificación Ambiental – RCA) della centrale e che si basa sul principio della co-creazione. Le famiglie che avranno benefíci dal programma partecipano al disegno delle nuove abitazioni affinché prevedano una disposizione degli spazi che rispetti il loro stile di vita e le loro tradizioni. Sono state predisposte proposte che saranno presentate alla comunità per recepire le ultime raccomandazioni e avviare le richieste per l’ottenimento dei relativi permessi.

Acqua potabile per le comunità di Ayin Mapu ed El Barco
Da 16 anni Enel Generación Chile ha ricollocato le famiglie delle comunità Pehuenche Ayin Mapu, nel Comune di Santa Bárbara, ed El Barco, nel Comune dell’Alto Bío Bío, nell’ambito degli accordi per la costruzione della centrale idroelettrica Ralco. Il trascorrere del tempo e l’aumento significativo della popolazione hanno reso necessario rafforzare la rete di acqua potabile per assicurarne la fornitura alle famiglie.
Nel 2016, a valle di un intenso lavoro con le comunità, sono stati presentati all’autorità (Seremi de Salud) del Bío Bío i progetti per la relativa valutazione. Nel corso del procedimento le comunità hanno ricevuto direttamente tutte le informazioni in merito alla revisione delle soluzioni, al perimetro delle opere, alle tempistiche e ai vari passi da compiere.

Infine attraverso il Progetto “Energía para Educación”, Enel Generación supporta la formazione degli studenti dei Comuni di Santa Bárbara e Alto Bío Bío, dove operano le centrali di Ralco e Pangue al fine di favorire lo sviluppo sostenibile delle comunità. Si tratta di studenti delle comunità di Ayin Mapu, Callaqui, Pitril, El Avellano, Quepuca Ralco, Aukiñ Wallmapu, Ralco Lepoy ed El Barco che non accedono al sistema educativo per motivi economici e per la distanza dai centri urbani.

Nel 2016 sono stati forniti kit di materiale scolastico con tutto il necessario per ciascun livello educativo. Più di 400 giovani hanno ricevuto insegnamenti di scuola media, tecnica e professionale ricevendo borse di studio, guardaroba e soggiorni forniti da Enel Generación. Inoltre è stato previsto un supporto ai centri educativi attraverso la formazione a docenti in materia di energia rinnovabile, sviluppo del programma di cinema a scuola, fornitura di libri per la biblioteca.

ColombiaEl Quimbo

El Quimbo è la più imponente opera di ingegneria realizzata dal Gruppo Enel negli ultimi anni e uno dei maggiori investimenti idroelettrici realizzati in Sud America. Con una potenza installata di 400 MW la centrale è situata nella regione del Huila, a circa 350 km a sud-ovest di Bogotá. L’impianto, alimentato dal Río Magdalena, il maggior fiume del Paese, attraversa 6 municipi (Gigante, Garzón, Altamira, El Agrado, Paicol e Tesalia). Un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di dollari statunitensi, che è stato accompagnato da un importante piano di interventi a favore delle popolazioni locali, compresa la costruzione di nuove unità abitative, la realizzazione di nuovi ponti, tra cui il più grande viadotto del Paese, nonché iniziative a tutela della biodiversità nella zona, come il ripristino di oltre 11mila ettari di vegetazione tropicale sulla riva sinistra dell’invaso e la realizzazione di centri di soccorso veterinario.
Fin dall’inizio del progetto, Emgesa, società di generazione del Gruppo in Colombia, ha manifestato la piena disponibilità al dialogo con i portatori di interesse regionali e nazionali e ha sviluppato uno specifico piano di gestione socio-ambientale. In maniera condivisa e partecipativa, sono state definite specifiche iniziative per le famiglie residenti o proprietarie nell’area di influenza del progetto, nonché per coloro che lavorano o hanno attività commerciali e di servizi in tale area. Il programma si è rivolto anche a coloro i quali svolgevano localmente attività economiche non formali. Le famiglie censite e in possesso dei requisiti previsti possono decidere tra il ricollocamento (collettivo/individuale) o la vendita dei propri terreni.

Gestione sociale e culturale
152 famiglie hanno optato per la ricollocazione: 112 di queste hanno scelto i 4 insediamenti collettivi, con nuove abitazioni di 100 m2 dotate dei servizi essenziali e inserite in un contesto urbanistico con 3 scuole, 3 chiese, impianti sportivi multifunzionali, 1 campo di calcio, 4 zone verdi, 4 centri di raccolta per il riciclo e 5 impianti di trattamento delle acque reflue. 40 famiglie hanno scelto la ricollocazione individuale, o ricevendo un terreno di cinque ettari per svolgere un progetto produttivo e un relativo piano di accompagnamento tecnico oppure un’abitazione di 180 m2. Dall’inizio della costruzione sono state previste, inoltre,
244 compensazioni monetarie per le famiglie che non hanno optato per il ricollocamento. Nel 2016 sono state presentate 594 richieste per il censimento, di cui 549 sono state analizzate anche attraverso interviste e 45 verranno gestite nel corso del 2017. Nel corso dell’anno sono stati avviati 34 piani di produzione agricolo-zootecnici che hanno riguardato le famiglie residenti nei Comuni di Santiago Palacio, Montea e Llano de la Virgen, dopo aver verificato le condizioni del terreno e la disponibilità di acqua. Nel 2016 sono state organizzate numerose iniziative volte a promuovere lo sviluppo sociale del territorio.

237azioni di supporto psicologico, familiare e comunitario per le famiglie ricollocate
17giornate rivolte ai bambini e ai giovani per promuovere il senso di appartenenza ai nuovi spazi
8corsi di formazione e incontri con le donne
12azioni di supporto e consulenza a specifici gruppi (bambini, giovani e donne)
43corsi di sviluppo per organizzazioni sociali e comunitarie
88persone in situazioni di vulnerabilità hanno partecipato ad attività di gruppo

Nell’ambito del “progetto di restituzione dell’impiego”, è stata definita una specifica strategia, “Empreendedores con Energía”, che consiste nel fornire un capitale iniziale e corsi di formazione alle persone che svolgevano la propria attività nell’area di influenza del progetto (non residenti o residenti non proprietari). Sono stati realizzati corsi di formazione dal SENA (Servicio Nacional de Aprendizaje), di cui hanno beneficiato, dall’inizio del progetto, più di 2mila persone e destinati circa 21 milioni di euro per lo sviluppo della provincia.

Gestione ambientale
Nel corso del 2016 sono continuati specifici programmi ambientali al fine di prevenire, gestire e monitorare gli impatti ambientali legati al progetto. In conformità con quanto previsto nella licenza ambientale, in particolare sono stati definiti: 1. Piano di gestione della fauna selvatica, che ha permesso di soccorrere e salvare 30.635 animali; 2. Programma di gestione delle risorse ittiche e della pesca; 3. Programma di salvataggio dei pesci; 4. Piano di ristrutturazione ecologica; 5. Piano di gestione della copertura della flora e degli habitat terrestri. Oltre al ripristino di oltre 11mila ettari di vegetazione tropicale sulla riva sinistra dell’invaso e alla realizzazione di centri di soccorso veterinario, sono state identificate 20 nuove specie, classificate, ove possibile, secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Emgesa ha definito specifici canali di comunicazione per informare e rispondere a tutte le domande della comunità in merito al progetto (pagina web dedicata, canale Twitter, canale ufficiale su YouTube, rivista periodica). Sono stati effettuati incontri mensili con i gruppi di interesse nazionali e internazionali, incontri periodici di monitoraggio con il governo di Huila, municipi, autorità ambientali, enti di controllo e rappresentanti della compagnia, e sono state realizzate visite guidate al progetto. Ulteriori informazioni sono disponibili nel Bilancio di Sostenibilità 2016 di Emgesa e nel sito dedicato al progetto (www.proyectoelquimboemgesa.com.co).

Procedimenti legali
Nonostante l’intensa attività di relazione e coinvolgimento delle comunità, sono pendenti alcuni procedimenti legali (“acciones de grupo” e “acciones populares”) avviati da abitanti/pescatori della zona. In particolare, una prima “acción de grupo”, che si trova nella fase istruttoria, è stata avviata da circa 1.140 residenti del Municipio di Garzón che lamentano che la costruzione della centrale ridurrebbe di circa 30% i ricavi delle loro attività. Un secondo procedimento è stato avviato, tra agosto 2011 e dicembre 2012, da abitanti e società/associazioni dei cinque Comuni del Huila per presunti danni in relazione alla chiusura di un ponte (Paso El Colegio). In relazione alle cosiddette “acciones populares” (class action), nel 2008 alcuni abitanti della zona hanno avviato un procedimento per richiedere, tra l’altro, la sospensione della licenza ambientale. Un’ulteriore “acción popular” è stata, invece, promossa da alcune società di pescatori in relazione al presunto impatto delle attività di riempimento del bacino del Quimbo sulla pesca nel bacino di Betania, a valle del Quimbo. Il Tribunale aveva ordinato a febbraio 2015 la sospensione cautelare dell’attività di riempimento finché non fossero stati soddisfatti alcuni specifici requisiti.
La misura cautelare è stata successivamente modificata permettendo il riempimento del bacino, che è iniziato il 30 giugno 2015. Tuttavia, in data 17 luglio 2015 è stato notificato a Emgesa un provvedimento di modifica della misura cautelare che ha inibito la produzione di energia fintanto che l’ANLA (autorità ambientale nazionale) attesti che la società ha ritirato la biomassa e i rifiuti forestali dal bacino del Quimbo.
Nelle more, essendo stato dichiarato lo stato di emergenza energetica, il Ministero dell’Energia ha emesso un decreto che ha autorizzato Emgesa ad avviare la produzione di energia. Successivamente, in data 16 dicembre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del decreto presidenziale e da tale data Emgesa ha dunque sospeso la produzione di energia elettrica. In data 24 dicembre 2015 il Ministerio de Minas y Energía e l’AUNAP (Autorità agricoltura e pesca) hanno presentato congiuntamente una “acción de tutela” davanti al giudice penale chiedendo l’autorizzazione alla produzione come misura cautelare. In data 8 gennaio 2016 il giudice penale ha deciso di accogliere la misura cautelare richiesta dal Ministero e dall’AUNAP, autorizzando in maniera provvisoria e con effetto immediato la produzione di energia nella centrale del Quimbo. La misura cautelare concessa dal giudice penale sarebbe rimasta vigente finché il giudice del Huila si fosse pronunciato sul merito della questione, vale a dire la revoca o la conferma della misura cautelare precedentemente emessa dal tribunale amministrativo locale. Con decisione del 22 febbraio 2016 il giudice del Huila si è pronunciato sulla questione autorizzando provvisoriamente la produzione per un periodo di sei mesi. Il giudice ha richiesto a Emgesa la predisposizione di un progetto tecnico al fine di garantire il rispetto dei livelli di ossigeno e il rilascio di una garanzia di circa 20.000.000.000 di pesos colombiani (circa 5,5 milioni di euro). Con decisione del Tribunale Amministrativo del Huila dell’11 aprile 2016 è stata nuovamente confermata la revoca temporanea della misura cautelare per la durata di sei mesi fino al 16 ottobre 2016, termine che è stato nuovamente prorogato per ulteriori sei mesi a partire da febbraio 2017. Durante questo lasso di tempo, Emgesa dovrà dimostrare che il sistema di ossigenazione utilizzato consente il raggiungimento dei livelli di ossigeno imposti.

CileCentrale di Bocamina

A partire dalla costruzione della seconda unità della centrale termoelettrica di Bocamina nel 2008, nell’area del Comune di Coronel, sono stati firmati accordi con le comunità locali, per gestire i processi di riallocazione delle famiglie, che vivevano nell’area della centrale (“Plan de relocalizaciones a Familias Vecinas al Complejo Térmico Bocamina”). Alla fine del 2016, su un totale di 1.337 famiglie, ne sono state ricollocate 946. La centrale ha iniziato a operare nel 2012 e, nel mese di agosto 2013, la SMA (Superintendencia del Medio Ambiente) ha comunicato a Endesa Chile l’apertura di un procedimento sanzionatorio per presunte infrazioni in materia ambientale in relazione alla seconda unità della centrale termoelettrica di Bocamina (Bocamina II), nel Comune di Coronel, che si è concluso ad agosto 2014 con l’imposizione alla società di penali per un ammontare complessivo di circa 7,6 milioni di dollari statunitensi. Endesa Chile (oggi Enel Generación Chile) e i pescatori hanno presentato ricorso avverso tale decisione. Il Tribunal Ambiental di Valdivia, con decisione del 27 marzo 2015, ha rigettato il ricorso di Endesa Chile e in aggiunta ha ordinato alla SMA di modificare la sanzione tenendo in considerazione che Endesa Chile avrebbe commesso l’infrazione con intenzionalità. Successivamente, la SMA ha provveduto ad aumentare l’importo della sanzione di 500 Unidad Tributaria Anual (UTA). Avverso quest’ultima decisione Endesa Chile ha proposto ricorso davanti al Tribunale Ambientale, il quale è stato parzialmente accolto. La SMA ha presentato ricorso avanti alla Corte di Cassazione e detta Corte ha confermato con decisione del 13 dicembre 2016 l’importo della sanzione irrogata. In merito alle relazioni con le comunità l’obiettivo principale di Enel Generación Chile è quello di garantire l’avanzamento e la sostenibilità del piano definito con la comunità di Coronel, che sottolinea un approccio territoriale di lungo periodo oltre a promuovere iniziative con la partecipazione di diversi attori sociali. Nel corso dell’ultimo anno Enel ha lavorato insieme al Servicio de Vivienda y Urbanización – SERVIU della regione del Bío Bío e del Comune di Coronel, per i processi di riallocazione ancora in corso. Il processo segue una serie di accordi firmati tra il 2012 e il 2014 e un dialogo con il governo cileno per partecipare al piano di riallocazione delle famiglie che vivevano in zone limitrofe alla centrale, dichiarate poi inabitabili a seguito di uno studio specifico di Sernageomin – Servicio Nacional de Geología y Minería, successivo al terremoto del 2010. Ciò ha portato alla firma dell’accordo menzionato in precedenza nel 2012 e alla conseguente costituzione di un tavolo di lavoro pubblico/privato. Durante il mese di marzo, le famiglie hanno avuto la possibilità di accedere a sussidi per le abitazioni e, a settembre, hanno firmato gli accordi di compravendita delle nuove case. In particolare sono stati definiti programmi per il recupero ambientale e sociale, tra cui il progetto relativo al Parque Urbano Coronel per creare aree verdi e sportive nell’area della centrale. Nel corso del 2016 è proseguito il Programma “Energía para tu emprendimiento” (energia per la tua imprenditorialità) per promuovere una relazione basata sullo sviluppo delle persone e la creazione del valore condiviso, anche grazie alla costituzione di un fondo a supporto dell’imprenditoria. Tale fondo ha permesso ai piccoli imprenditori di potenziare le loro conoscenze, di relazionarsi con l’industria locale e creare una rete. Il fondo destinato nel 2016, pari a 300 milioni di pesos cileni (circa 420mila euro), ha permesso di finanziare 73 progetti produttivi individuali che hanno potuto contare sul sostegno e sulla consulenza di esperti. Dopo sei mesi dall’investimento verrà svolto un monitoraggio di ciascuna iniziativa al fine di conoscere il reale impatto sulla micro-imprenditorialità. Altra iniziativa di rilievo è il Fondo de valor compartido (fondo per la creazione di valore condiviso) che, con uno stanziamento di 180 milioni di pesos cileni (circa 250mila euro), mira a sostenere progetti per la comunità durante tutta la vita utile della centrale di Bocamina.

Responsabilità sociale e comunitaria
Nell’ambito del piano sociale di Coronel è stata realizzata la versione 2016 della Copa Enel Coronel, competizione sportiva per le scuole di Coronel che fa parte del Programma Energía para la educación (energia per l’istruzione).

Il dome di Bocamina II
Ad agosto 2016, Enel Generación ha iniziato la costruzione del primo “dome” per lo stoccaggio del carbone in Cile nell’area nord della seconda unità della centrale di Bocamina. Tale sistema copre 22.300 m2 di superficie, misura 51 metri in altezza e dispone di una capacità di 150mila tonnellate. Permette di migliorare la logistica per la gestione del carbone e garantisce alle comunità vicine il rispetto degli standard ambientali. Il “dome” consiste in una struttura metallica auto-supportante, leggera e adattabile alla tipologia del terreno; caratteristiche che ne permettono una costruzione veloce e con basso impatto. La stessa innovazione tecnologica sarà applicata nella zona di stoccaggio a sud della centrale. L’attivazione di questo progetto si aggiunge ad altre migliorie ambientali realizzate dall’azienda grazie a un investimento di circa 102 milioni di dollari statunitensi, che rendono la centrale di Bocamina tra quelle che operano secondo i più alti standard in questo ambito, allineata a tutte le norme e i permessi richiesti dalle autorità ambientali.

Altri fatti rilevanti

NELTUME (CILE)
Neltume è un progetto relativo a una centrale idroelettrica, ad acqua fluente, con una potenza installata di 490 MW, nel Comune di Panguipulli, regione di Los Ríos. Il processo di valutazione ambientale è stato avviato nel 2010 ed è ancora in corso. Dal 2006 Endesa Chile (oggi Enel Generación Chile) ha avviato un processo di consultazione con le comunità indigene al fine di incorporare le loro istanze nell’ambito dello sviluppo del progetto. In particolare dal 2007 ci sono uffici d’informazione nelle località vicine all’area del progetto e dal 2011 sono aperti alcuni punti di contatto con le comunità chiamati Casas Abiertas per facilitarne la partecipazione. Attualmente a Neltume è presente un ufficio d’informazione dell’azienda che gestisce le relazioni con le organizzazioni della società civile e le autorità locali per il raggiungimento di specifici accordi.
Il 29 aprile 2013 il Servizio di Valutazione Ambientale (SEA) della regione di Los Ríos ha emesso la “Resolución Exenta n. 002” che prevede nell’ambito della valutazione ambientale del progetto la realizzazione di un processo di consulta indigena, secondo quanto previsto dal “Convenio OIT n. 169”, delle comunità, popolazioni e gruppi presenti nella zona di influenza dell’impianto. Il SEA si è riunito con ciascuna delle otto comunità identificate per illustrare in dettaglio il processo di consultazione, invitandoli a nominare i propri rappresentanti. Nel dicembre 2015, dopo le conversazioni con le comunità, lo Studio di Impatto Ambientale associato al progetto è stato ritirato in quanto l’impatto generato secondo il disegno del progetto non era sostenibile. Nel mese di maggio 2016, Endesa Chile (oggi Enel Generación Chile) aveva anche informato che avrebbe iniziato la valutazione di alternative di progettazione, le quali sono attualmente ancora in corso. Nello stesso tempo, Enel Generación Chile sta operando per dare sostenibilità e autosufficienza alle iniziative di sviluppo locale intraprese durante gli ultimi anni. Tra queste la creazione della Fiera Lelilen Lafken, che rappresenta uno spazio di vendita e promozione di vari prodotti artigianali e gastronomia Mapuche costruita con il supporto attivo degli stessi beneficiari sulle sponde del lago Neltume, visitato da oltre 400mila turisti all’anno. I beneficiari di questo progetto sono circa 50 artigiani in legno e lana. L’organizzazione e la gestione di questo spazio è collettiva ed è delegata a un comitato direttivo composto da membri della comunità.

CENTRALE TERMOELETTRICA DI PORTO TOLLE (ITALIA)
Nell’agosto 2011 la Procura della Repubblica di Rovigo ha richiesto il rinvio a giudizio di alcuni amministratori, ex amministratori, dirigenti, ex dirigenti e dipendenti di Enel ed Enel Produzione per il reato di omissione dolosa di cautele atte a prevenire disastri, relativo a presunte emissioni provenienti dalla centrale di Porto Tolle; successivamente, il PM (pubblico ministero) ha contestato anche il reato di disastro doloso. Nel corso del 2012 il GUP di Rovigo, facendo seguito alle richieste della Procura della Repubblica di Rovigo, ha disposto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati per entrambi i reati. Dopo diversi gradi di giudizio, il 18 gennaio 2017 la Corte d’Appello di Venezia ha assolto tutti gli imputati con la formula “il fatto non sussiste”. Per maggiori dettagli si veda la Relazione Finanziaria Annuale Enel 2016 – Attività e Passività potenziali.

HIDROAYSÉN (CILE)
HidroAysén è una partnership tra Endesa Chile (ora Enel Generación Chile) e la società cilena Colbún per lo sviluppo di un progetto idroelettrico con una capacità di 2.750 MW. Nel 2014 il governo cileno ha revocato la licenza del progetto dopo le proteste di gruppi ambientalisti. Enel vuole sviluppare solo progetti che creino valore condiviso per l’azienda e per i propri stakeholder e quindi a inizio 2015 ha dichiarato che il progetto non rientra nel portafoglio di progetti in fase di sviluppo. A oggi sono in corso le trattative con il partner Colbún per trovare la migliore soluzione possibile per le comunità e le aziende.

PROGETTI IDROELETTRICI (CILE E PERÙ)
Enel ha deciso di rinunciare ai diritti di utilizzo idroelettrico per alcuni progetti in America Latina in seguito all’analisi della loro redditività e del loro impatto socio-economico. Si tratta dei progetti Puelo, Futaleufú, Bardón, Chillán 1 e 2, e Huechún in Cile (minusvalenza di 166 milioni di euro) e Curibamba e Marañón in Perù (minusvalenza di 30 milioni di euro). La rinuncia è coerente con la strategia del Gruppo Enel che intende sviluppare solo progetti che siano non solo tecnicamente ed economicamente fattibili, ma anche condivisi con le comunità locali. I diritti di sfruttamento idrico, per i quali è stata espressa la rinuncia, sono stati restituiti agli Stati in modo da poter essere utilizzati per qualsiasi altro tipo di progetto di sviluppo.

SDG di riferimento: 
Principali azioniTarget
Accesso all’energia3 milioni di beneficiari, principalmente in Africa, Asia e America Latina al 2020
Sviluppo sociale ed economico1,5 milioni di beneficiari* al 2020
Istruzione di qualità0,4 milioni di beneficiari al 2020
Implementazione di nuovi progetti a beneficio delle comunità in cui Enel opera per la creazione di valore condiviso e diffusione della cultura dell’energia 
Diffusione del modello di Creazione di Valore Condiviso (CSV) nelle attività operative (Sviluppo del business - BD, Ingegneria e Costruzioni - E&C, Gestione e Manutenzione - O&M)
Diffusione e valorizzazione di partnership strategiche e operative

* Target aggiornato rispetto ai 500.000 beneficiari iniziali

Piano di Sostenibilità 2017-2019