You are here

Tutela della biodiversità

Legenda

Enel è consapevole del valore degli ecosistemi e dei servizi ambientali a essi associati ed è tradizionalmente impegnata nella gestione responsabile delle risorse naturali durante le sue operazioni.

La tutela della biodiversità è un obiettivo strategico della politica ambientale di Enel ed è parte integrante dei Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) del Gruppo. Nel 2016 le attività di tutela delle specie e degli habitat naturali hanno riguardato 142 progetti, per un investimento complessivo di 12 milioni di euro, e una superficie complessiva di aree protette di 940mila ettari.

I progetti prevedono studi, inventari e piani di monitoraggio su specie sensibili, programmi di reintroduzione di specie native, riforestazioni, interventi infrastrutturali come l’isolamento e la sostituzione di conduttori elettrici pericolosi per l’avifauna, nonché l’installazione, nelle linee elettriche, di supporti per la posa e la nidificazione dei rapaci e delle specie migratorie, e la costruzione di rampe di passaggio per la fauna ittica in corrispondenza degli impianti idroelettrici.

Gli interventi sono pianificati assegnando priorità per quanto riguarda gli ecosistemi, alle zone protette e, per quanto riguarda le specie, a quelle ricadenti nella “Red List” dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN); specificità territoriali che possono avere una valenza particolare per le comunità locali sono trattate ugualmente con la massima attenzione.

Enel ha definito nel 2015 una specifica policy da considerare come riferimento e linea guida per tutte le iniziative di tutela della biodiversità del Gruppo nelle attività di generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. La policy è stata sviluppata per contribuire agli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD), del Piano per la Biodiversità 2011-2020 e degli associati target di Aichi. In particolare Enel si impegna a:

  • pianificare le attività che possono interferire con le specie e gli habitat naturali rispettando il principio della “mitigation hierarchy”, che consiste innanzitutto nell’impegno a:
    • evitare e prevenire il verificarsi di impatti negativi sulla biodiversità, e, qualora gli impatti non possano essere evitati;
    • ridurre il danno e rimediarne gli effetti; e, infine, 
    • compensare gli impatti negativi residuali; nel caso di impatti residuali, attuare opere compensative rispettando il principio di “nessuna perdita netta” di biodiversità (no net loss) e, ove applicabile, con un bilancio netto positivo; 
  • per ogni nuovo impianto, condurre Studi di Impatto Ambientale che prevedano una valutazione degli effetti sui biotopi, sulle specie animali e vegetali, allo scopo di evitare di operare in aree ad alto valore naturalistico, prevedendo inoltre di adottare le migliori soluzioni per contenere gli effetti sulla biodiversità;
  • collaborare con le comunità locali, i centri di ricerca e le associazioni ambientaliste e del territorio per identificare i valori della biodiversità e sviluppare studi e progetti per la tutela e la valorizzazione; 
  • monitorare l’efficacia delle misure adottate al fine di proteggere e conservare la biodiversità; 
  • riportare regolarmente le sue performance in relazione alla biodiversità.

I progetti in essere sono distribuiti in quasi tutte le nazioni di presenza di Enel, con un numero maggiore in Italia, Brasile e Spagna. La tecnologia con un numero maggiore di progetti associati è l’idroelettrica, seguita dalle reti e dalle fonti rinnovabili eolico, solare e geotermico.

Enel coordina anche l’attività del gruppo di lavoro del World Business Council for Sustainable Development su “Biodiversity Measurement, Valuation and Reporting”, un’attività creata dall’organizzazione per permettere alle aziende di confrontarsi su come il business possa impegnarsi responsabilmente per tutelare la biodiversità nelle proprie operazioni.

Ulteriori informazioni sui progetti di biodiversità sono disponibili al seguente link: https://www.enel.com/it/investors1/ biodiversita.html.

As Pontes

As Pontes, una miniera di carbone a cielo aperto nel Nord-Ovest della Spagna, ha alimentato per anni la centrale Endesa di Puentes de García Rodríguez, nei pressi de La Coruña. Nel 2007 la miniera è stata chiusa con il consenso della maggioranza della popolazione, i lavoratori sono stati riassorbiti in altre imprese e un esteso programma di rinaturalizzazione ambientale ha avuto inizio. Il programma nasceva con lo scopo di ricreare i differenti stadi della successione naturale della zona (prati, arbusteti, bosco) così da ricreare habitat per le specie vegetali e animali. Le operazioni di ripristino hanno previsto la piantumazione di 600mila alberi e la messa a dimora di 130 tonnellate di semi, tra gli altri interventi.

L’area di estrazione è stata riempita per gravità con il deflusso delle acque piovane e con l’acqua del fiume Eume e oggi vi si trova un lago artificiale profondo 205 metri con un perimetro di 17,8 chilometri.

La qualità fisico-chimica della acque è monitorata dal 2008 e le osservazioni hanno permesso di verificare la progressiva ricolonizzazione del bacino da parte di specie locali di pesce, come la trota fario (Salmo trutta), lo spinarello (Gasterosteus aculeatus), la lasca del fiume Duero (Pseudochondrostoma duriense).

L’effetto complessivo sulla biodiversità del luogo è stato considerevole: sono state censite 168 specie animali e sono ricomparse numerose specie di flora. Tra le più significative per stato di conservazione la rana iberica (Rana iberica), l’otarda minore (Tetrax tetrax), la lontra europea (Lutra lutra), o la lucertola iberica color smeraldo (Lacerta schreiberi). Il Progetto As Pontes è un vero e proprio punto di riferimento a livello globale per la riconversione industriale in chiave sostenibile.

Premio Rolex 2016 – Cile

Vreni Häussermann, direttrice dal 2003 della stazione scientifica Huinay, sostenuta dall’Università Cattolica di Valparaíso e da Enel, ha vinto nel 2016 il Rolex Award for Enterprise, che premia cinque vincitori e cinque giovani vincitori che hanno dimostrato di avere la passione, la determinazione e, soprattutto, lo spirito d’intraprendenza necessari a rendere il mondo un posto migliore. In particolare, Vreni Häussermann sta esplorando i fiordi della Patagonia cilena per documentare la misteriosa vita degli abissi marini. Un progetto tra ricerca scientifica e divulgazione, che mira a creare sostegno pubblico per la conservazione di quest’area dalla biodiversità unica e ricchissima.

 

SDG di riferimento: 
Principali azioniTarget
Riduzione delle emissioni specifiche di SO2-30% al 2020, rispetto all’anno base 2010
Riduzione delle emissioni specifiche di NOx-30% al 2020, rispetto all’anno base 2010
Riduzione delle polveri-70% al 2020, rispetto all’anno base 2010
Riduzione del consumo specifico di acqua-30% al 2020, rispetto all’anno base 2010 
Indice di cavizzazione74% al 2019
Riduzione dei rifiuti prodotti-20% al 2020, rispetto all’anno base 2015
Attuazione del Piano per la Biodiversità
Proseguimento nella tutela delle specie presenti nella “Red List” dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN)
nelle aree protette in prossimità degli impianti
Circular economy

Adozione di un approccio sistematico alla circular economy all’interno del Gruppo
Avvio progetto di valutazione impatti circular economy
Avvio collaborazione con imprese e istituzioni
Applicazione coerente dei princípi della circular economy ai Progetti Futur-e, considerando la circular economy come fattore chiave nello sviluppo degli stessi

Piano di Sostenibilità 2017-2019